sabato 31 dicembre 2011 2 commenti

Numericamente...

...è finito un altro anno. Ovvio che il sole e la luna continueranno ad alternarsi come hanno sempre fatto, senza preoccuparsene più di tanto, che sia 2012 o 1569. Abbiamo posto paletti matematici per poter scandire il nostro tempo, ma lui se ne infischia e continua a scorrere, incosciente dei nostri calendari. Credo non sia cambiato un bel niente. Un fico secco. Niente di niente. Henry Ford, altro tassello del nostro capitalismo che non posso che ringraziare dato che mi trovo in "questo lato del mondo", disse: "C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti." E' chiaro che di strada ne dobbiamo ancora fare...
Ma archiviamo anche quest'anno. Archiviamolo. 2012. 20+12=32. 2+0+1+2=5. (2*0)+(1+2)=3. Fanatici dell'occulto, sbizzarritevi. Fatelo, perché vi è rimasto solo questo. Se i Maya hanno visto giusto questo dovrebbe essere l'ultimo. Quant'altro tempo potete permettervi di perdere?
Avete 355 giorni per dire al vostro capo che l'unica cosa che merita dalla vita sono le emorroidi.

Avete 355 giorni per chiedere un aumento.
Avete 355 giorni per capire cosa vuol dire bisestile.
Avete 355 giorni per cambiare canale quando va in onda Pomeriggio Cinque.
Avete 355 giorni per votare di nuovo PDL.
Avete 355 giorni per abbassare lo spread.
Avete 355 giorni per pagare il vostro mutuo.
Avete 355 giorni per trovare lavoro.
Avete 355 giorni per crescere.
Avete 355 giorni per aprire una farmacia senza essere figli di un farmacista.
Avete 355 giorni per perdonare il vostro peggior nemico e litigarci più di prima subito dopo.
Avete 355 giorni per dirle che fareste follie.
Avete 355 giorni per dirle che avete fatto follie e adesso vi siete rotti gli zebedei.
Avete 355 giorni per rubare e farvi arrestare.
Avete 355 giorni per rubare e diventare Onorevoli.
Avete 355 giorni per rifarvi le tette.
Avete 355 giorni per rifarvi il naso.
Avete 355 giorni per comprare l'ultimo album di Laura Pausini.
Avete 355 giorni per vedere l'ultimo concerto di Vasco.
Avete 355 giorni per farvi fotografare con Ligabue.
Avete 355 giorni per farvi fotografare con la Marcuzzi.
Avete 355 giorni per sfondare in TV.
Avete 355 giorni per essere affamati.
Avete 355 giorni per essere folli.
Avete 355 giorni per comprare il libro di Steve Jobs.
Avete 355 giorni per andare fieri dell'Apple e comprare un iPhone a soli 800 euro.
Avete 355 giorni per mandare gli aiuti in Burundi.
Avete 355 giorni per salvare la Siria dalla catastrofe.
Avete 355 giorni per infischiarvene e cercare il petrolio in Libia.
Avete 355 giorni per lasciare vostra moglie.
Avete 355 giorni per trovarne un'altra, vecchia, decrepita, ma ricca.
Avete 355 giorni per iscrivervi all'università, pagare le tasse, dare due esami e ritirarvi.
Avete 355 giorni per aprire un blog.
Avete 355 giorni per tifare Inter, Juventus o Milan.
Avete 355 giorni per giocare la vostra scommessa.
Avete 355 giorni per perderla per colpa dello stronzo di Doni che si era messo d'accordo con la mafia asiatica.
Avete 355 giorni per comprare Sky.
Avete 355 giorni per comprare Mediaset Premium.
Avete 355 giorni per corrompere Mills.
Avete 355 giorni per scoparvi la nipote di Mubarak.
Avete 355 giorni per installare una centrale nucleare.
Avete 355 giorni per chiedere scusa.
Avete 355 giorni per fargliela pagare.
Avete 355 giorni per pensare meno a voi stessi e un po' di più a chi vi sta intorno.
Avete 355 giorni per dire grazie.
Avete 355 giorni per dire "Porca puttana, ma proprio io?"
Avete 355 giorni per dire NO ALLA MAFIA.
Avete 355 giorni per dire NO ALLA CORRUZIONE.
Avete 355 giorni per credere che un giorno spariranno entrambe.
Avete 355 giorni per realizzare che non potrà mai succedere.
Avete 355 giorni per diventare comunisti.
Avete 355 giorni per diventare fascisti.
Avete 355 giorni per diventare padri.
Avete 355 giorni per diventare madri.
Avete 355 giorni per usare il preservativo.
Avete 355 giorni per imparare ad alzarvi presto.
Avete 355 giorni per sperare di potervi alzare da quel letto, un giorno.
Avete 355 giorni per essere dei cervelli in fuga.
Avete 355 giorni per essere dei cazzoni in rientro.
Avete 355 giorni per mettere a nudo i vostri sentimenti.
Avete 355 giorni per farvi mettere a nudo per i vostri sentimenti.
Avete 355 giorni per ammazzare il tempo.
Avete 355 giorni per ammazzare insieme al vostro ragazzo vostro fratello e vostra madre per poi scoprire di voler insegnare in Madagascar.
Avete 355 giorni per darci un taglio.
Avete 355 giorni per considerare.
Avete 355 giorni per desiderare.
Avete 355 giorni per considerare, desiderare e realizzare.
Avete 355 giorni. 
Ho 355 giorni per continuare ancora, imperterrito, ostinato, testardo, a perdere tempo.
Buon anno :) 
mercoledì 21 dicembre 2011 10 commenti

Un anno da Sturamente...

Perché Sturamente?
Cessi

Tutto è possibile, niente ha senso
Il Natale a San Paolo Acreide (SR)
Biancaneve e i sette nani: edizione critica
Ambiguità
(D)io e te
Dall'insignificante al problema esistenziale
Memorie di una linea spezzata
Inferno - Canto XXXV
De politica - La necessità di essere apolitico
C'est la vie
Buoni propositi
Cosa vuoi fare da grande?
Io, Pierpaolo Pirruccio
La classe...
Per la serie "L'ho visto...!!!" - Into the wild
Inferno - Canto XXXVI
Insultatemi!
Roma caput mundi (erat)
Bim Bum Bam (zang, tumb, tuum)
Per la serie "L'ho visto...!!!" - Qualunquemente
Administrative League
Salviamo il quorum
De religione - La necessità di essere (a)gnostici

Francesca e Marco hanno detto NO al colesterolo, io dico NO ad Herbalife
'A festa
Ottocentoottantatre
Dialogo fra spermatozoi
Vite a confronto
Nonsense...
Lo chiamavano panta rei...
Per la serie "L'ho visto...!!!" - Il Corvo
Con la gallina al guinzaglio...
Insonnia - Bugie in versi di notti ad occhi aperti
Sconsacrazione dell'aforisma...
Ma che burlona...
Un pomeriggio...
Trick or treat?
Dal Vangelo Secondo Sturamente (Strmt 1-1,50)
Nostalgie
Occhio non vede... Parlamentare non duole...
Un post di merda
Cenere alla cenere, polvere alla polvere... Il denaro a chi tocca?
Società
Un anno da Sturamente...

"E il tempo passava come la merda portata dal fiume." (Charles Henry Bukowski)
venerdì 16 dicembre 2011 3 commenti

Società

Prendi un uomo. Poggialo su di una sfera fatta di mari e terre. Di nuvole, terremoti, spiagge, montagne, praterie. Guardalo crescere, sognare, ridere, piangere, parlare, tanto. Prendi una donna. Poggiala su di una sfera fatta di mari e terre. Di nuvole, terremoti, spiagge, montagne, praterie. Guardala crescere, sognare, ridere, piangere, parlare, tanto, tanto. Lascia che si moltiplichino, uomini e donne. Società. Lavorare in miniera, qualcuno deve pur farlo. Lavorare alle ferrovie, qualcuno deve pur farlo. Cambiare i tubi del gas, qualcuno deve pur farlo. Cambiare i tubi dell'acqua, qualcuno deve pur farlo. Aggiustare automobili, qualcuno deve pur farlo. Verniciare carrozzerie, qualcuno deve pur farlo. Il pane, qualcuno deve pur farlo. Il sindaco, qualcuno deve pur farlo. Il portaborse, qualcuno deve pur farlo. L'autista, qualcuno deve pur farlo. Il pompiere, qualcuno deve pur farlo. Servire da bere, qualcuno deve pur farlo. Pizze, qualcuno deve pur farle. Rubare, qualcuno deve pur farlo. Imprenditore, qualcuno deve pur farlo. Le auto di lusso, qualcuno deve pur farle, oltre che comprarle. Morire di fame, qualcuno deve pur farlo. Non dar da mangiare ai figli, qualcuno deve pur farlo. Piangere, qualcuno deve pur farlo. Dignità, qualcuno deve pur perderla. Angoscia, qualcuno deve pur averla. Rischiare al lotto, qualcuno deve pur farlo. L'usuraio, qualcuno deve pur farlo. Politico, qualcuno deve pur farlo. Onorevole, qualcuno deve pur farlo. Urlare, qualcuno deve pur farlo. Piantare pomodori, qualcuno deve pur farlo. Lavorare la terra, qualcuno deve pur farlo. Lavoro, qualcuno deve pur perderlo. Ingrassare, qualcuno deve pur farlo. Dimagrire, qualcuno deve pur farlo. Cantare, qualcuno deve pur farlo. Scrivere, qualcuno deve pur farlo. Morire, qualcuno deve pur farlo. Nascere, qualcuno deve pur farlo. Sfruttare, qualcuno deve pur farlo. Licenziare, qualcuno deve pur farlo. Protestare, qualcuno deve pur farlo. Rivoluzione, qualcuno deve pur farla. Manovre, qualcuno deve pur farle. Parcheggiare, qualcuno deve pur farlo. Corrompere, qualcuno deve pur farlo. Nucleare, qualcuno deve pur farlo. Presidente del Consiglio, qualcuno deve pur farlo. Presidente della Repubblica, qualcuno deve pur farlo. Lavapiatti, qualcuno deve pur farlo. Boscaiolo, qualcuno deve pur farlo. Ragioniere, qualcuno deve pur farlo. Architetto, qualcuno deve pur farlo. Muratore, qualcuno deve pur farlo. Prete, qualcuno deve pur farlo. Papa, qualcuno deve pur farlo. Cardinale, qualcuno deve pur farlo. Maestro, qualcuno deve pur farlo. Docente, qualcuno deve pur farlo. Rettore, qualcuno deve pur farlo. Operatore ecologico, qualcuno deve pur farlo. Infermiere, qualcuno deve pur farlo. Primario, qualcuno deve pur farlo. Assistente sociale, qualcuno deve pur farlo. Ingegnere, qualcuno deve pur farlo. Scienziato, qualcuno deve pur farlo. Opinionista, qualcuno deve pur farlo. Conduttore, qualcuno deve pur farlo. Veterinario, qualcuno deve pur farlo. Assistente scolastico, qualcuno deve pur farlo. Barista, qualcuno deve pur farlo. Viaggi all'estero, qualcuno deve pur farli. Aerei, qualcuno deve pur farli. Navi, qualcuno deve pur farle. Niente, qualcuno deve pur farlo. Sole, qualcuno deve pur prenderlo. Drink, qualcuno deve pur berli. Comfort, qualcuno deve pur averli. Puttana, qualcuno deve pur farla. Pappone, qualcuno deve pur farlo. Mafioso, qualcuno deve pur farlo. Ricco, qualcuno deve pur esserci. Povero, qualcuno deve pur esserci. Sognare, qualcuno deve pur smettere. Realizzare, qualcuno deve pur farlo.
Bisogna fare quel che bisogna fare. E tu?
mercoledì 7 dicembre 2011 7 commenti

Cenere alla cenere, polvere alla polvere... Il denaro a chi tocca?

Cari e vecchi i tempi in cui si raffigurava il signor Morte con la lunga falce e il cappuccio. Adesso le cose sono cambiate, evolute. Morte è un'imprenditore di successo. Ne ha fatta di strada, ma adesso gli sforzi stanno dando i suoi frutti e di fronte a lui si aprono le porte di una carriera rosea e brillante.
Cosa occorre? Niente di particolare, qualsiasi cosa va bene. Un omicidio, un incidente, una lite in famiglia, una macabra esecuzione, insomma, un trapasso. Un trapasso purché sia attraente per le masse di mass media. Purché faccia share, purché crei notizia, purché se ne parli, purché possa essere commercializzato. Pochi ingredienti e il gioco è fatto.
Gli ultimi successi? E chi se li scorda! Un curriculm vitae ricco ed abbondante ad onta della sua giovane età imprenditoriale.
Come non citare Sarah Scazzi? Quaaaaaaaaaaaaaaante trasmissioni, quanti memoriali, quanto show business, quanti paparazzi, quanti Fabrizi Corona, quante riviste, quante interviste, quante Barbare D'Urso, quanti Quarti Gradi, quante Arene, quanto share, quante vendite, quanto ha funzionato Sarah Scazzi? Spremiamola fino all'ultima goccia, pregando ovviamente che riesca a riposare in pace e che non le fischino troppo le orecchie. 
E per Carnevale? Vestiamoci da "zio Misseri": 
http://www.youtube.com/watch?v=4ZGQhHoo4kc

Ok, Sarah Scazzi. Fatta, ottimi affari. Passiamo oltre. Simoncelli? Simoncelli Marco? Un incidente! Questo calza a pennello, alle persone piace. Non so per quale malato, schifoso, inconscio motivo siano attratte dalle tragedie, dai funerali, dalle memorie e commemorie, ma funziona. Vada per Sic! E parte la carrellata: Barbara D'Urso, memoriali, puntate speciali, dediche, interviste, montaggi e, udite udite, in edicola con la Gazzetta dello Sport, a scopo benefico, per carità, "Ciao Sic!" Libro più quotidiano a soli 9,99 euro. Ma non sarà che qualcuno dietro ci specula? Non sarà che le lacrime di tizio diventeranno le banconote di caio? Ma è il business del signor MORTE!
Aspetta, a Paternò è morto un ragazzo di 19 anni cadendo da un'impalcatura. Dici che non se lo filerebbe nessuno? Hai ragione, meglio non perderci troppo tempo. E' bene differenziare morti di serie A e morti di serie B.

Via Sarah, via Sic, tocca ad Amanda! Viso d'angelo, gioia, tesoro, insieme al piccolo, innocente Sollecito. Scriviamoci un libro, facciamoci un film! Ottima idea, Meredith Kercher avrebbe sicuramente aiutato i due protagonisti a scrivere le sue memorie. Ma non sarà che anche stavolta qualcuno si farà qualche spicciolo? Di nuovo! Ma sei duro di comprendonio o cosa? Si chiama business!

Sarah, Sic, Amanda, Sollecito, Amy Winehouse, morta d'overdose, mio Dio, è triste, intanto comprati l'album su iTunes, poi ci pensiamo, Michael, Michael Jackson, gira, ciak, film, libri, memorie, a lungo, spremi, spremi, spremi, spremi fino all'ultima goccia il trapasso, disturba il silenzio e la dignità di chi ha abbandonato questa vita, rendi giustizia alla cinepresa che sopravvive di stenti e denari. 

Ma ormai sei un uomo d'affari. Sei business. Sei Morte in giacca e cravatta. E che prosperosa sia la tua carriera, fin quando ci saranno poveri trapassi, cartamoneta e trasmissioni televisive che ostentano informazione celando lucro.



"Signora che cosa significa avere una figlia morta ammazzata e non trovare neanche il colpevole?" (cit. giornalista bionda, con gli occhiali, giacca color panna, rincoglionita e babbiona, vista durante un servizio al TG5 del 6/12/2011 ed. ore 20:00 minuto 0'55''


venerdì 2 dicembre 2011 2 commenti

Un post di merda...

Serata in compagnia. Pesce, spaghetti, gamberetti, cozze. Mangio felice, torno a casa di più. Digestione notturna, in silenzio, senza lamentarsi, serena e lenta prosegue. Mi sveglio tardi, colazione. Piccoli brontolii, rumore di lamiera contro il muro, niente di particolare. Pranzo. Arrancano ingranaggi sull'orlo del bloccaggio. Ancora sereno. Pomeriggio, flatulenze, tante da far impallidire il protocollo di Kyoto sulle emissioni di gas serra. Può capitare. Cena, tonfi di viti e bulloni che saltano via. Meglio andare a letto.
Il giorno dopo. Ore 7:30. Sveglio. Strano, i miei occhi conoscono solamente le 7:30 delle 19:30, ma non le 7:30. Sono costretto a guardare l'orologio, mi indigno e torno a letto. Ore 7:35. Dolore di stomaco lancinante, fuoco e fiamme, sento le budella arrotolarsi come spaghetti su una forchetta, iniziano a premere, a stringere vogliose di dover partorire qualcosa. Corro in bagno, nuova vita. Non sarò papà, tanto meno madre, ma un bel peso dallo stomaco l'ho tolto. Mi lascio violentare dal letto, è ancora presto e poi sono leggero e felice adesso. 
Ore 12:00. Altra botta. Ed è strano perché dentro il mio stomaco sento gli stessi rumori che a volte si creano quando trascini le sedie al ristorante: un rumore imbarazzante che rifai per poter sfatare ogni mito e chiarire a chi sta vicino a te che a farlo non sono state le tue natiche ma i piedi della sedia senza feltrini adesivi. Corro, più veloce di prima. Stavolta il bilancio è tragico. Diarrea. E siamo solo all'inizio.
Spaventato, triste, deluso, faccio colazione. Mangio, penso al caso. Cerco di convincermi che la crisi non c'è. Altra botta, corro, residui. Diarrea. Piango, rischiando di perdere altri liquidi.
Pranzo, tutto normale. Dopo pranzo rischio: sento di doverla fare, una scorreggia. E credetemi, forse lo sapete già, ma quando sei in diarrea puoi permetterti tutto meno che scorregge. Perché sono fatali, perché non sai mai in cosa possono trasformarsi. Perché subito dietro la scorreggia c'è la più raccapricciante delle ipotesi. E devi essere bravo, devi essere bravo a mollare la presa e in un attimo a sbattergli le porte in faccia. Ci provo, è andata. Fatta.
Pomeriggio. Palestra, fortunatamente non devo allenare le gambe e non devo fare squat.
Niente da segnalare.
Cena. Finisco. Altra botta, basta, ti prego no, un'altra no, ti prego. Invece sì.
Non voglio dormire, ho paura, non so cosa succederà, io, io, non mi sento sicuro. Altra botta.
E fu sera e fu mattina. Secondo giorno.
Mi sveglio, altra botta. Dio mio. Colazione, esco sperando di non dover cercare un cespuglio usa e getta. La gente mi fissa da debita distanza, nessuno mi saluta, sa che qualcosa in me non funziona. Mi evitano per quanto gli è possibile, ma la mia condizione è palese. Il malato di diarrea ce l'ha scritto in fronte. Si scansano tutti, al supermercato, in macelleria, vogliono che vada via al più presto. Sentono il mio imbarazzo e hanno paura della scarica improvvisa. Decido di andare in chiesa. Entro. Quadri vuoti, crocifissi disertati, piedistalli senza padroni. Sento gli scatti della serratura della sacrestia. Qualcuno si è chiuso dentro. Approfitto del silenzio e mi siedo. Il banco si sposta e cado per terra. Gli altri dietro di lui si ammassano tentando di allontanarsi. Triste e desolato torno a casa.
Apro, salgo le scale, altra scarica. Sono sempre stato abituato a vedere da un'altra prospettiva il mio modo di far pipì... Ma adesso sono in diarrea.
Pranzo. Scarica.
Pomeriggio. Scarica.
Cena. Scarica.
Bevo come un cammello, acqua su acqua. Ancora acqua, acqua e acqua. Trasformo il mio solito caffè notturno in una camomilla al gusto di deodorante per auto. Triste, sempre più triste.
Torno a casa, dormo. Sento che durante la notte qualcosa si muove, ci si mette all'opera. Rumori metallici, ancora una volta, viti, spranghe, un cantiere all'opera.
Mi sveglio, corro in bagno e... improvvisamente, inaspettatamente... PLOF... un sordo, unico, deciso, pesante PLOF... PLOF... PLOF... CARO VECCHIO PLOF! Giornata fatata! E' fatta! Ho vinto! PLOF! PLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOF!
E mi sento un altro: esco, sicuro di me, la gente mi saluta, mi guarda, mi augura "buona giornata", "oh grazie, altrettanto!", faccio la fila, puzzette a porte aperte e posso chinarmi per prendere gli oggetti senza il rischio di dover sporcare le mutande. E' finita.
Queste, sì, queste, cari amici, sono soddisfazioni...


 
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