mercoledì 29 giugno 2011

'A Festa

Ogni anno, il 29 Giugno, c'è l'usanza
per i devoti andare a Palazzolo.
Ogni anno per l'Apostolo Paolo è circostanza
mostrarsi allo fedel fra botti in volo.


Quell'anno lo mutar degli eventi
scosse lo popolo adorante
e quant'io vidi insieme ad altre genti
fu indubbio alquanto preoccupante.


Sicchè consuetudine de li fatti,
San Paolo uscì da la dimora
e fra li botti da uscir matti
i fedeli in fila con lo Santo ormai di fora.


Finiti i fuochi e all'istante,
la statua de la vita prese parte
e fra le urla non so quante
Santo Paolo da lo carro si diparte.


Minaccioso con la spada in mano,
lo sguardo volse a lor signori
che credendo di far bene al Gran Sovrano
si macchiarono il cor da peccatori.


"Orsù, che minchia fate!"
Urlò l'ex pagano da lo far imbestialito.
"E' questo il modo in cui adorate?!"
s'irritò alzando il medio dito.


"Ma Paolo Santo"
replicò un'organizzatore del comitato
"sei tu in paese nostro vanto,
denaro sol per te abbiam donato."


Sentite cotal parole la spada volse al cielo
e con un secco colpo da maestro
la testa dell'infedel tagliò con zelo.
Così non si fermò e altre teste recise con il destro.


"Poveri voi cristiani, quante pene"
infine disse con lo far beffardo
"Questo triste mondo chiede
non offerte ma opere di bene."


E proferite testual parole s'allontanò,
fra le teste mozzate e li pianti
ridacchiando di lor non si curò.

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