giovedì 7 maggio 2015

Aspetta e sp...ò

ESPOrsi senza freni alla collettività mettendo in una piazza di 110 ettari gli ESPOnenti migliori del nostro più moderno e radicato capitalismo non può che suscitare un'ipocrita quanto violenta reazione in coloro che per un giorno si fanno paladini dell'ingiustizia. 
Chissà cosa provano quelli che stanno dall'altro lato della barricata, con i manganelli in mano, tesi come corde di violino pronte a spezzarsi rischiando di perdere definitivamente il controllo della situazione, menando fendenti che a tratti richiamano all'ordine e a tratti sanno di legnate ingiustificate. 
Chissà poi cosa provano quegli altri che le barricate le sfondano, mentre a fatica leggono "POLIZIA" su uno scudo, "GUCCI" su una vetrina e "UNICREDIT" su un bancomat. Bastano così poche lettere per eccitare i loro sensi che nemmeno Cicciolina agli albori del porno avrebbe saputo far di meglio. Ed eccoli che partono, sull'onda del testosterone e delle "emozioni", brandendo per le mani qualsiasi oggetto gli capiti a tiro come arma di giustizia e rivalsa sociale, presi come sono dai loro princìpi che addirittura non si accorgono di calpestarli.
Chissà ancora cosa provano i gentiluomini davanti alle TV mentre i TG mandano in onda le immagini degli scontri. Chissà cosa provano quando intravedono una Audi A4 con il parabrezza frantumato e i vetri sfondati mentre con il gelo nel petto abbassano lo sguardo e leggono sulla targa delle lettere familiari. Un lusso, certo, ma quanti sacrifici, crescendo fra le capre di papà e raggiungendo la vetta sociale dopo anni di studi e umili lavori. Ma a volte ci lasciamo raggirare dall'abbondanza, perché siamo così abituati all'idea che nella ricchezza ci sia malaffare da far passare come lusso ancor più grande perfino l'onestà.
E ancora, chissà cosa provano le madri a cui basta anche solo uno sguardo per riconoscere i propri figli attraverso un passamontagna, maledicendo il giorno in cui venne innestato quel seme così reietto e balordo. Guardalo quel misero scarto d'ignoranza mentre corre per le strade, incendia l'immondizia e lancia molotov. E pensare che fino a vent'anni fa mi chiedevi di leggerti le fiabe prima della buonanotte. Forse non avrei mai dovuto raccontarti quella storia sui bambini abbandonati nel bosco. Dovevo portartici.
Ma mentre da questa parte dello stivale storie d'ordinaria follia urbana si fanno spazio fra i notiziari, lungo il Mediterraneo si ESPOrtano vite umane, black, sì, ma senza bloc. Anche da quelle parti si manifesta, ma da loro si fanno le cose in grande. Non incendiano i cassonetti ma lanciano granate, non usano i manganelli ma ci sono tiratori scelti sui tetti e se ti catturano non ti processano davanti ad una corte in giacca e cravatta. Al massimo ti torturano, se hanno tempo da perdere...

2 commenti:

Chicchina Acquadifuoco ha detto...

Che dire,con pochi tratti hai fotografato le mille sensazioni di ognuno di noi,di qua e di la della barricata.Forse di EXPO avremmo dovuto chiedere e sapere di più,fin dall'inizio, quando le prime avvisaglie sul BIG BUSINES iniziavano a circolare.Forse i NO-EXPO non hanno valutato i rischi di chi infiltrandosi con altre intenzioni avrebbe tolto loro il giusto diritto di protestare,senza calpestare altri diritti. Forse i tutori dell'ordine hanno tutelato poco e male.Forse qualche mamma sempre pronta a scusare il proprio figlio,non ha visto per tempo la deriva dello stesso.Troppi" forse"..E di vero e reale restano sempre quelle vite, legate ad un'onda anomala,ad un mercante crudele,al dubbio di una scelta,se morire,con certezza per mano di inumani,fanatici torturatori,o giocarsi la vita a dadi,con un viaggio disperato e dall'esito incerto.

Pierpaolo ha detto...

Ciao Chicchina, è sempre un piacere leggerti. Sono felice che tu abbia sottolineato il sacrosanto diritto di chi, pacificamente, voleva solo portare in piazza le proprie idee. Purtroppo in molti casi è più facile trovare un pretesto per lasciar parlare la violenza anziché far prevalere il dialogo.
E mentre Salvini fa propaganda, un mare di disperati si riversa sulle nostre coste...
A presto e un forte abbraccio

Posta un commento

Lascia un pensiero

 
;