giovedì 19 gennaio 2012

Antica pasticceria "Umanità" - da 4,54 miliardi di anni...

Giusto qualche giorno fa, sempre andando in campagna, ho potuto constatare quanto schifosamente opportunisti siano i gatti. Prima che qualcuno possa lamentarsi aggiungo "alcuni gatti". Quelli miei lo sono.
Sentono l'auto arrivare, felicissimi si piazzano dietro il cancello aspettando che io scenda. Una in particolare, una gatta morta, una nera, zoccola gatta di facili costumi, miagola delicatamente, quasi sensuale, come una donna col reggicalze in bella vista per l'anziano facoltoso in fin di vita. E' evidente che anche lei s'aspetta qualcosa da me. Altri due gatti se ne stanno indietro, sempre felici, ma guardano la scena rivoltante da lontano, quasi pensando "è una sfacciata, ma gioca bene le sue carte".
Queste tre canaglie sanno che tutte le volte che si va in campagna beccano qualche avanzo di carne o di pesce. Scendo dall'auto. Mani vuote. La troia, scusate, se ne accorge. Smette di miagolare e fa qualche piccolo passo indietro. Gli altri due fermi, temporeggiano. Apro il cancello, mani sempre più vuote. I due dietro iniziano ad andarsene. Quella di facili costumi prima mi lancia un'occhiata, rapida, poi si gira e mi dà le spalle (per non dire il culo). Ciondola e va via pure lei, lasciandomi come un ebete che crede di essere importante per qualcuno. Volevano la loro fetta di torta i gatti di campagna mia, non l'hanno avuta e si sono indignati.
Ultimamente, da circa 4,54 miliardi di anni, sono in tanti a volere la propria fetta di torta. Siamo in tanti a volercela tagliare,  quasi 7 miliardi, ed è comprensibile. E' evidente che non sono solo gli uomini a volere la propria fetta di torta; anche gli animali, le piante o qualsiasi altro essere vivente che possieda un briciolo di "spirito di sopravvivenza" cerca di prendere il suo pasticcino. Trovare un essere vivente senza "spirito di sopravvivenza" è granché difficile. Vivente, vivenza, vivente, vivenza, vivente, vivenza. Sono condizioni necessarie.
E' anche comprensibile, Darwin se ne accorse. A fare il lavoro sporco ci penserà la selezione naturale che, differenziando gli abili dagli incapaci e i furbi dagli inetti, opererà una prima distribuzione, anche se indicativa, di fette di torta. Nonostante alcuni possano essere incapaci ed inetti, anche loro si accorgeranno che la torta sta per finire e il loro "spirito di sopravvivenza" suonerà il campanello d'allarme. Cercheranno quindi coi denti e coi forconi di raggiungere il tanto agognato pasto, portandosi dietro inettitudine ed incapacità, elementi particolarmente rischiosi.
Se è già abbastanza difficile discernere fra bene e male quando in palio c'è una dolce fetta di torta, figuriamoci se l'ignoranza dovesse prendere il sopravvento. Scenari orribili, macabre lotte e sanguinari eventi prenderebbero vita in nome della sopravvivenza.
Ultimamente, escludendo la parentesi dell'ignoranza, sono in tanti a volersi ritagliare la propria, personalissima fetta. Non che prima non sia successo, ma che volete, sono del '91, mi manca un bel pezzo di storia. "Studiala!". E' inutile, tanto è così gentile da ripetersi.
In Sicilia, qui da me, molti sono arrivati al dolce. Prima gli era stato offerto da delinquenti, tanti delinquenti, molti delinquenti, troppi delinquenti. Ma, come si dice, i delinquenti te li ritrovi e i governatori te li scegli. E noi? Votiamo Cuffaro. E poi Lombardo. Ma il dolce è arrivato, va bene così. 
Adesso, purtroppo, le razioni iniziano a scarseggiare. Chi ha preso il dolce è contento e chi vede sparire la propria fetta di torta si indigna. Magari col nuovo governo, magari con Monti, che sta togliendo dalla circolazione così tante fette di torta che l'ipoglicemia è per tutti. E allora via, via con la rivoluzione, puor le gateu. Comprensibile. Forse è un po' meno comprensibile il fatto che si debba per forza distruggere le vetrine di chi questo sciopero non lo vuole o che accoltellare sia un mezzo di persuasione. Ma fa anche questo parte del gioco. Un po' meno comprensibile anche che Scilipoti capeggi l'avanzata, ma ci si accontenta. "Questo avevamo".
La loro fetta di torta la vogliono, giustamente, pure i tassisti. Vedono sparire il monopolio, vedono l'ombra della concorrenza dei prezzi e il loro piatto con il dessert viene lentamente portato via. Protesta.
La loro fetta di torta la vogliono, giustamente, pure i farmacisti. La loro fetta di torta la vogliono, giustamente, pure i benzinai. La loro fetta di torta la vogliono, giustamente, pure i commercianti.
Vogliono la torta anche i capi di governo, gli assessori, i sindaci, gli artigiani, i presidenti, gli onorevoli, i banchieri, i giornalisti, tutti, tanti, tanti, tanti, tutti quanti, tutti quanti vogliamo la nostra fetta di torta. E come dargli torto? Siamo NATI con questa psicologia, con il chip dello "spirito di sopravvivenza". Poi c'è chi esagera e invece di sopravvivere vive da nababbo, ma questo è un altro discorso. C'è anche chi dichiara d'aver mangiato meno torta di quanta invece gliene abbiano servita, ma questo è un altro discorso. "Chi non ha avuto il dolce?" "Io!", rispose il ciccione dai denti sporchi di cioccolato.
L'importante, questa torta, è riceverla. Ma quanti, Dio mio, quanti pasticceri occorrono? Per quanto tempo saremo all'altezza della situazione? Avremo abbastanza panna? Per sempre?


2 commenti:

Nicole ha detto...

Bellissimo pezzo...Lo prendo su facebook,scrivi divinamente. Ah io il mio pezzo di torta ancora l'aspetto!

Bl4cKCrOw ha detto...

Guarda il lato positivo... Manteniamo la linea ^_^
Saluti :)

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